Il vasto fenomeno culturale dell’Umanesimo prese corpo, prima in Italia e poi in Europa, dalla convergenza e dalla ricomposizione delle due grandi tradizioni antiche: quella greca dell’Oriente e quella latina dell’Occidente, faticosamente recuperate e reinterpretate dagli intellettuali attraverso la ricerca, la trascrizione e la messa in circolazione di autori e testi del passato, scoperti per la prima volta o riscoperti in una forma più corretta proprio in questo periodo. Solo indagando contemporaneamente sulla produzione letteraria degli umanisti e sui codici sui quali potevano lavorare si possono individuare le nuove componenti (contenutistiche, linguistiche, formali) della preparazione culturale dell’epoca, punto d’inizio della preparazione culturale moderna. L’Umanesimo europeo si espresse infatti, soprattutto, come civiltà del libro che – ricercato, rinnovato, in forma manoscritta e poi a stampa -, si fece in assoluto il principale veicolo di conoscenza, il vero trait d’union fra mondo orientale e mondo occidentale. Ricostruire la biblioteca reale ed ideale di un umanista – sulla base sia di testimonianze esterne oggettive (i volumi che ci sono rimasti), sia di testimonianze interne ricavabili dalla sua produzione -, costituisce pertanto un percorso valido ed indispensabile per aggiungere tasselli a quel complesso e variegato fenomeno che fu la rinascita delle humanae litterae tra XIV e XVI secolo.

Philelfiana affronta questo settore di ricerca con un lavoro specifico su Francesco Filelfo, che giocò un ruolo di prim’ordine nel processo di riacquisizione della tradizione classica e, in virtù del suo percorso biografico (che abbraccia quasi tutto il ‘400 e si svolge nei principali centri di elaborazione e propagazione della nuova cultura) e dei suoi numerosi contatti, consente di seguire gli sviluppi del fenomeno umanistico attraverso il secolo. Egli infatti, con la sua produzione e la sua collezione libraria, rappresenta un punto di intersezione (e di rielaborazione) fra la cultura greca orientale e la cultura latina e neolatina occidentale. Tra le carte dei suoi codici, tra le righe dei suoi scritti, tra le istanze ed i personaggi della sua vastissima corrispondenza, tra i sistemi di relazione sollecitati dalle sue eccezionali abilità linguistiche (latino, greco, volgare), si annidano le radici stesse dell’Umanesimo e, di conseguenza, una parte consistente dell’identità culturale europea.