CRIMINI ECLATANTI O PAZZIA LATENTE? CASI DI VIOLENZA NELL’ITALIA DEL XVI SECOLO
Monica Calabritto
Hunter College and the Graduate Center, City University of New York
Con l’ultimo incontro del X ciclo, il nostro progetto ha tagliato il traguardo di 40 seminari, risultato importante, che ci ha permesso un momento di confronto e di riflessione condivisa, anche grazie alle parole introduttive del Prof. Andrea Caligiuri, direttore del CiRAM (Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Adriatico e il Mediterraneo), che hanno aperto il pomeriggio.
Ospite di questa occasione speciale è stata Monica Calabritto, Professor of Italian and Comparative Literature presso l’Hunter College di New York.

Cosa rende un gesto non solo criminale, ma intollerabile agli occhi di una comunità? Quando la violenza smette di essere trasgressione e diventa eccesso, follia?
Nel Cinquecento, la crudeltà viene ridefinita come violenza portata all’eccesso, segnata dall’accanimento sul corpo e dalla sua profanazione. Alcuni casi esemplari mostrano come gesti particolarmente efferati potessero essere interpretati in modi diversi: come atti volontari e moralmente colpevoli, come esiti di un furore di matrice demonologica, oppure come manifestazioni di squilibrio fisico degli umori.
Attraverso un’ampia disamina di cronache cittadine, cataloghi di pene capitali, testi giuridici e trattati medici (conservati soprattutto presso l’Archivio di Stato, l’Archivio Diocesano e l’Archiginnasio di Bologna), l’intervento ha affrontato il tema della violenza estrema nell’Italia della prima età moderna, con un focus sui centri urbani di Bologna e Ferrara. I casi bolognesi registrati nei cataloghi, tendono a enfatizzare la dimensione della colpa e della punizione; le fonti ferraresi, invece, lasciano spazio a spiegazioni che attenuano la responsabilità individuale, ricorrendo al linguaggio della tentazione diabolica e della perdita temporanea di controllo.
Al centro del confronto il dibattito giuridico sulla distinzione tra follia fisica e morale, decisivo nelle strategie difensive: solo quest’ultima, intesa come trasgressione consapevole delle norme, risulta pienamente punibile.
Un sentito ringraziamento a tutte le relatrici e a tutti i relatori, così come ai numerosissimi partecipanti, presenti e astanti, protagonisti di momenti di confronto e dialogo.
Sul nostro nuovo canale Instagram, la nostra lista della gratitudine.
Alla prossima stagione!
.