Il nesso Umanesimo adriatico definisce una specifica linea di ricerca che si configura quale punto di intersezione fra percorsi di indagine avviati in seno alla cattedra di Filologia umanistica dell’Università di Macerata e le finalità del CiRAM-Centro interdipartimentale di Ricerca sull’Adriatico e il Mediterraneo, in sinergia con il quale viene portata avanti. La denominazione intende declinare, secondo una peculiare accezione, l’ideologema di homo Adriaticus, coniato alcuni decenni fa da Sante Graciotti, e la definizione areale di ‘Rinascimento adriatico’ o ‘inter-adriatico’ da egli stesso elaborata in più occasioni, compreso il contributo presentato al Convegno internazionale Tideo Acciarini maestro e umanista fra Italia e Dalmazia (Macerata, 2011), che ha costituito una tappa fondamentale per gli studi di settore.

L’indagine si rivolge a quella straordinaria rete di scambi culturali, letterari, artistici, sociali, economici e politici tra le sponde italo-croate, attraverso personaggi spesso di straordinaria caratura, di cui si alimentò la stagione umanistica fra i secc. XIV-XVI, dando vita ad un’osmosi feconda, che si espresse non solo in termini di reciprocità costante (soprattutto attraverso il veicolo della scuola), ma anche nella costituzione di uno spazio storico, linguistico, letterario e mentale che definì una provincia fondamentale (troppo spesso trascurata e poco conosciuta) dell’Umanesimo europeo, compresa appunto fra l’Occidente continentale e l’Oriente greco-bizantino; essa trovò nel sinus Adriaticus non una linea di demarcazione, ma un incunabolo di dialoghi e di esperienze condivise.

L’Umanesimo, qui come altrove, rappresentò un superstrato di ideali etici, civili, estetici e formali in cui molti si riconobbero, perché non impedì la libera espressione della tradizione locale. Ciò consentì peculiari interpretazioni dei fenomeni, come nel caso del ritorno all’antico, che vide proprio nel contesto dalmata, ad esempio, le prime manifestazioni di sincretismo antiquario fra arte e letteratura, che poi dal Veneto si sarebbero trasmesse sul continente europeo, grazie all’attività di figure come Giorgio Begna (Juraj Benja), Pietro Cippico, Ciriaco d’Ancona. La stagione umanistica contribuì certamente, prima di tutte le altre, a fare dell’Adriatico “lo spazio non dell’uniformità bensì dell’incontro tra diversità”, come lo ha felicemente definito Egidio Ivetić.

A partire da importanti ricerche avviate sulle figure di Ciriaco d’Ancona, Tideo Acciarini, Francesco Filelfo (che soprattutto per il tramite dei figli Gian Mario e Senofonte ebbe importanti relazioni con l’area dalmata), il Progetto di ricerca si è concretizzato nei cicli di seminari Umanesimo Adriatico (secco. XIV-XVI): ricerche, racconti, letture, organizzati in sinergia con Guido Giglioni. Questa attività, che ha gettato prospettive di ricerca nuove e significative su molteplici versanti disciplinari, si sta sta determinando nello spirito del dialogo, della cooperazione e della condivisione scientifica.


Cicli di seminari

Umanesimo Adriatico (secco. XIV-XVI): ricerche, racconti, letture
Adriatic Humanism (XIVth-XVIth Centuries): research, stories and readings



Il gruppo di lavoro

Silvia Fiaschi, Università di Macerata   

Maria Rita Leto, Università di Chieti-Pescara

Michele Merlicco, Université Paris 1-Pantheon Sorbonne, Università di Pavia

Leonardo Graciotti, Università di Genova – Université Paris 1-Pantheon Sorbonne

Vedran Stojanović, University of Dubrovnik 

Giorgia Paparelli, Università di Macerata 

Guido Maria Giglioni, Università di Macerata

Bratislav Lučin, Književni krug Split – Marulianum

Luka Špoljarić, University of Zagreb

Matteo Venier, Università di Udine

Chiara Kravina, Università di Macerata

Francesca De Luca, Università di Macerata 


Cooperazioni internazionali

Department of Greek Philology, Democritus University of Thrace (Greece)