L’accessibilità del sapere scientifico appare una categoria di indagine particolarmente feconda per la prima età moderna. Tra Quattro e Seicento, le scienze si definiscono attraverso una pluralità di vettori – istituzionali, editoriali, retorici e disciplinari – che ne orientano la produzione e la circolazione. Ma che cosa significa ‘accedere’ alle scienze? Quali dispositivi ne governano le soglie e le aperture e secondo quali criteri si stabiliscono inclusioni ed esclusioni?

Questi interrogativi, tutt’altro che retorici, costituiscono il nucleo epistemologico del Convegno Internazionale di Studi Scienze Accessibili: Spazi e Limiti fra Umanesimo e Prima Età Moderna, in programma i prossimi 30 e 31 marzo presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale di Macerata.

Il convegno è scaturito dalla sinergia e dall’intersezione fra due progetti di ricerca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata: il PRIN 2022 From Heavens to Earth. The Scientific-Didactic Literature of the 15th and 16th Centuries, coordinato per l’Unità di Macerata dalla Prof.ssa Silvia Fiaschi, e il progetto MSC Jophil. Re-orienting the Foundations of New Science: John Philoponus and the Modern Theories of Space and Void (1520–1604), realizzato dal Dott. Tommaso De Robertis sotto la supervisione del Prof. Guido Giglioni.

Due giornate di lavoro, articolate in tre sessioni tematiche («Generi, spazi e soluzioni», «Medicina», «Scienza e religione»), invitano a riflettere sulle forme di elaborazione, trasmissione e accesso ai saperi e alle pratiche scientifiche tra Quattro e Seicento, attraverso molteplici prospettive disciplinari – letterarie, filologiche, filosofiche, storico-artistiche – e una pluralità di ambiti che spaziano dalla medicina alla retorica, dall’astrologia alla pittura, dalla poesia alla storia del pensiero e della religione, fino alla predicazione, all’editoria e alla produzione manoscritta.
Interverranno: Alberto Maria Amoruso, Corinna Bottiglieri, Stefano Brogi, Cécile Caby, Francesca Coltrinari, Claudia
Corfiati, Tommaso De Robertis, Silvia Fiaschi, Guido Giglioni, Leonardo Graciotti, Michele Merlicco, Renato Ricco,
Michele Rinaldi, Sofia Russo.

È in programma una visita guidata all’Orologio planetario della Torre Civica di Macerata, manufatto meccanico completato nel 1571, capace di misurare ore, mesi, fasi lunari e moti planetari: un congegno che ricorda come la regolazione del tempo – conditio sine qua non di ogni impresa conoscitiva – sia stata oggetto di elaborazione scientifica e strumento di legittimazione culturale.

Il convegno è accreditato per i Corsi di Studio del Dipartimento di Studi Umanistici di Macerata ed è aperto a ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti interessati alla storia delle scienze, alla filologia umanistica e alla filosofia naturale della prima età moderna. Sarà possibile seguire i lavori anche da remoto attraverso la piattaforma Teams.

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